La crisi fiscale degli stati provocherà un conflitto molto aspro
con una ricaduta politica immediata sui partiti di centrosinistra sostenuti dai sindacati.
Ma finora nemmeno i governi di destra hanno impugnato la scure contro gli statali, per paura di pagare un prezzo elettorale. Il centro dello scontro oggi riguarda i benefici, non tanto le paghe: le ferie sono più lunghe, le pensioni più generose, poi ci sono privilegi come il posto fisso. Franklin D. Roosevelt sosteneva che proprio per questo un public servant non dovrebbe scioperare.
Se vuole lo status da privato, se vuole essere considerato come un operaio, allora deve accettarne i rischi: il licenziamento e il vincolo dell’efficienza.
Alla Fiat si discute su dieci minuti di pausa e un giorno di assenza. Minuti, giorni? E chi li ha mai contati nei corridoi dei ministeri? La battaglia, dunque, “dovrebbe essere su produttività e parità di condizioni, non solo sui tagli alle spese”, scrive l’Economist: non basta ridimensionare il settore pubblico, bisogna renderlo più efficiente.
Nessuno si fa troppe illusioni, tuttavia lo stato di necessità può mettere i sindacati con le spalle al muro una volta per tutte.
FOGLIO QUOTIDIANO
di Stefano Cingolani
meditate gente meditate G.
Libero pensiero a ritroso per la rincorsa e la ripartenza per il prossimo viaggio astrale, in compagnia delle più belle favole.
La mobilità sostenibile
martedì 11 gennaio 2011
domenica 9 gennaio 2011
notizie per la CGIL su FB
Parteciperò anche se sono iscritta alla flc cgil, non condividendo tutto dei cobas. ma in questo momento di incertezza così totale all'interno della cgil, penso come tanti compagni di partecipare per dare un segnale "confederale" ALLA MIA ORGANIZZAZIONE che non riesce ad essere solidale con la FIOM
venerdì alle 23.52 · · ·- A 3 persone piace questo elemento.
- Valeria Ghiso bene, se saremo in tanti forse riusciremo a cambiare qualcosa.In queste ore sto ricevendo moltissime comunicazioni di aderenti alla "Cgil che vogliamo" che affermano la stessa cosa.Ieri alle 0.15 ·
- Adalberto Ricci E' comunque vergognoso che non si sia mosso un dito da parte della ConfederazioneIeri alle 0.17 · ·
1 personaCaricamento in corso...
- Rita Valerio qui non si tratta più di essere fiom o cobas, sciopereranno anche molti che non credono più in nessun sindacato, è un problema di diritti costituzionali ormai, e di sopravvivenza, uniamoci nello sciopero. Sta girando addirittura un evento di sciopero volontario per i comparti che non aderiscono, si tratta di prendere il permesso per donazione sangue.Ieri alle 2.55 ·
- Mauro Cannata' scusa Rita ma con la proclamazione dello sciopero generale di tutte le categorie da parte della confederazione Cobas questo problema non esiste piu', tutti i comparti potranno scioperare e saranno coperti: chimici. edili, sanita', pubblico impiego, scuola, commercio...Ieri alle 8.56 · ·
1 persona
venerdì 7 gennaio 2011
martedì 4 gennaio 2011
Nel 1993 Susanna Camusso viene chiamata a guidare la Fiom a ...Roma
Nel 1993 Susanna Camusso viene chiamata a guidare la Fiom
a Roma, nella segreteria nazionale, da Fausto Vigevani. La delega è una delle più prestigiose, appunto l’auto. Che significa prima di tutto competere con la Fiat, “il padrone” per antonomasia delle tute blu. Le cose non vanno per il verso giusto e, Claudio Sabattini che intanto succede a Vigevani, la mette fuori dal “suo partito del lavoro” che è la nuova Fiom. La rimozione, che la Camusso accuserà essere avvenuta con metodi stalinisti, arriva dopo la sottoscrizione di un accordo con la Fiat sul lavoro notturno ritenuto “troppo penalizzante per le donne”.
Comitato centrale FIOM del 13/14 maggio 2002 il segretario generale uscente Claudio Sabattini conclude così il suo intervento:Voglio concludere proprio con questo: ciascuno di noi, uomini o donne che siano, può essere considerato un dirigente solo se è in grado di far retrocedere i propri interessi personali rispetto agli interessi della organizzazione che governa.
Se non ha questa statura, non è un dirigente!
a Roma, nella segreteria nazionale, da Fausto Vigevani. La delega è una delle più prestigiose, appunto l’auto. Che significa prima di tutto competere con la Fiat, “il padrone” per antonomasia delle tute blu. Le cose non vanno per il verso giusto e, Claudio Sabattini che intanto succede a Vigevani, la mette fuori dal “suo partito del lavoro” che è la nuova Fiom. La rimozione, che la Camusso accuserà essere avvenuta con metodi stalinisti, arriva dopo la sottoscrizione di un accordo con la Fiat sul lavoro notturno ritenuto “troppo penalizzante per le donne”.
Comitato centrale FIOM del 13/14 maggio 2002 il segretario generale uscente Claudio Sabattini conclude così il suo intervento:Voglio concludere proprio con questo: ciascuno di noi, uomini o donne che siano, può essere considerato un dirigente solo se è in grado di far retrocedere i propri interessi personali rispetto agli interessi della organizzazione che governa.
Se non ha questa statura, non è un dirigente!
domenica 2 gennaio 2011
sabato 1 gennaio 2011
Poco sindacale
Questo l'ho scritto per L'altra Sardegna, il mensile della CGIL sarda.
Eppure qualcosa da salvare c’è: la mia generazione non ha ancora rinunciato del tutto a cercare interlocutori, a immaginare sostegno nei padri e nei fratelli maggiori, a sognare di poter nuovamente pronunciare la parola “noi” senza sentirci dentro l’eco vuota della retorica. La partita è aperta finché il sindacato sceglie di restare nella storia di questo paese senza scorciatoie né calcoli di piccolo cabotaggio. Ogni volta che farà gesti coraggiosi troverà al suo fianco anche i nuovi lavoratori, quelli meno garantiti. Ma dovrà essere capace di insegnare loro ancora una volta che gli unici diritti che abbiamo sono quelli che siamo in grado di difendere.
martedì 28 dicembre 2010
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