Libero pensiero a ritroso per la rincorsa e la ripartenza per il prossimo viaggio astrale, in compagnia delle più belle favole.
La mobilità sostenibile
mercoledì 24 agosto 2011
Un dolore diviso è dimezzato, ma la felicità divisa è raddoppiata.
E' la verità, in rete ci trovi di tutto, anche un po' di coraggio!
Un dolore diviso è dimezzato, ma la felicità divisa è raddoppiata.
domenica 21 agosto 2011
IL DISFORMISMO DEL SINDACATO ITALIANO
ORMAI LA BRECCIA E' STATA APERTA. LA NON CONGRUITA' UNITARIA LASCIA CAMPO LIBERO ALL' ANTI DEMOCRAZIA. VA BENE L'INNOVAZIONE PROTETTIVA DELLA SOCIETA', MA.........................UN NUOVO PATTO GENERAZIONALE DA RICREARE A GARANZIA DEL FUTURO DEI GIOVANI................A QUANDO????????
Cari amici di Cisl e Uil,
usiamo una forma inusuale, ma sicuramente la situazione non è ordinaria, per porvi pubblicamente qualche domanda, per ritrovare qualche coerenza nelle scelte del sindacato confederale in una fase così difficile.
La situazione che stiamo attraversando, è molto grave, la crisi mondiale spiega solo in parte il nostro Paese, che è in forte declino ed ha alle spalle tre anni, persi dal Governo a negare la crisi.
La situazione che stiamo attraversando, è molto grave, la crisi mondiale spiega solo in parte il nostro Paese, che è in forte declino ed ha alle spalle tre anni, persi dal Governo a negare la crisi.
Il giudizio sulla negazione della crisi ed i provvedimenti sbagliati, l’ossessione del Governo per la rottura dell’unità sindacale, ci hanno visto divisi in questi anni, in particolare, per l’operato del Governo sulle questioni del lavoro.
Infatti, fin dalla terz’ultima manovra all’idea di difendere nelle pubbliche amministrazioni il potere contrattuale, quanto meno sulle problematiche organizzative e sulle condizioni di lavoro, si è da parte vostra preferito sostenere la legge 150 e la conseguente negazione della contrattazione.
Infatti, fin dalla terz’ultima manovra all’idea di difendere nelle pubbliche amministrazioni il potere contrattuale, quanto meno sulle problematiche organizzative e sulle condizioni di lavoro, si è da parte vostra preferito sostenere la legge 150 e la conseguente negazione della contrattazione.
Ma fingiamo per un attimo che tutto ciò sia il passato, ora siamo di fronte ad una terza manovra, con caratteri di iniquità che pensavamo inarrivabili.
E’ evidente, dai commenti degli ultimi giorni, che i giudizi sono - se possibile - ancora più distanti, leggiamo che avremmo dovuto aprire una discussione cauta, diplomatica….. Vorremmo dirvi, che discussioni ne abbiamo fatte molte, sempre proposte da noi, ma efficacia ne abbiamo vista poca.
E’ evidente, dai commenti degli ultimi giorni, che i giudizi sono - se possibile - ancora più distanti, leggiamo che avremmo dovuto aprire una discussione cauta, diplomatica….. Vorremmo dirvi, che discussioni ne abbiamo fatte molte, sempre proposte da noi, ma efficacia ne abbiamo vista poca.
Soprattutto, vorremmo sottolineare che siamo per le discussioni esplicite e trasparenti, che comunque sono meglio degli incontri “clandestini e secretati” che contraddicono quanto si fa “insieme” ed in “pubblico”.
Siamo alla ricerca di risposte, e ci scusiamo se utilizziamo un’intervista del Segretario Bonanni, il 12 agosto sul Corriere della Sera veniva dichiarato: “siamo sempre stati contrari ad ogni ingerenza del legislatore. Quelle norme hanno funzionato proprio grazie all’accordo tra le parti sociali. Se si ritiene che il mercato del lavoro debba essere ancora più regolato, la soluzione va ancora una volta ricercata tra noi. Con questo bipolarismo c’è il rischio che tutto diventi la tela di Penelope oggi il centro destra fa così, domani arrivano gli altri e cambiano…….e lo stesso discorso vale per qualsiasi eventuale, insensata modifica dell’art. 18”.
Possiamo chiedervi cosa è cambiato il 13 agosto alla presentazione della manovra?
L’art. 8 della manovra non è un attacco alla autonomia delle parti?
Non è un tentativo di cancellare, perché cambia la gerarchia delle fonti, l’intesa del 28 giugno con Confindustria?
Non è forse chiaro che trasformare l’art. 18 in materia contrattabile di non meglio identificate “rappresentanze sindacali operanti in azienda”, mina l’efficacia dell’articolo stesso?
Non è forse evidente che una norma che non si basa sulla rappresentanza, e affida poteri su tutte le materie fuori dai contratti, è la proliferazione di qualunque forma di sindacalismo ed un attacco esplicito al sindacato confederale?
Ed ancora, da quando una legge può rendere vigente retroattivamente un accordo sindacale separato e che prevede l’esclusione di una grande organizzazione sindacale?
Non eravate voi che respingevate l’ipotesi che fosse la legge a definire il solo voto dei lavoratori perché lesivo della funzione delle associazioni sindacali?
Abbiamo più volte discusso della necessità che sui costi della politica non si finisse nel qualunquismo e nella riduzione degli spazi di partecipazione, non possiamo dire che la manovra da invece una risposta demagogica perché taglia, senza neanche indicare i risparmi, Comuni e Province senza nessun criterio? Inoltre, si scaricherà sui cittadini (a reddito da lavoro dipendente e pensione) perché non agisce sull’efficacia, ma anticipa il federalismo fiscale a compensazione dei tagli agli enti locali previsti nella manovre.
Altre domande ci vengono sull’accanimento sulle municipalizzate, sull’aggressione agli enti locali mentre nulla si dice sulle consulenze dei ministeri e sulle nomine politiche in sanità.
Forse, nel frattempo, si fa strada l’idea dello stato minimo?
Potremmo parlare di collocamento obbligatorio e dei reparti confino per i disabili?
Abbiamo visto che sui lavoratori pubblici ci sono punti di sintonia, ma come portiamo avanti queste rivendicazioni?
Come si fa a dire che i deboli sono risparmiati dalla manovra quando i tagli saranno tutti sui servizi?
Certo ci vuole una vera riforma degli assetti istituzionali, si può fare una proposta comune e decidere di sostenerla?
Delega assistenza e fisco, sappiamo, che è costruita per far cassa e non per abbassare la pressione fiscale? Possiamo ricostruire una piattaforma sul tema?
Le fasi di divisioni sono difficili per tutti, bisogna governarle perché non si traducano in comportamenti inaccettabili e lesivi del dovuto rispetto reciproco, rispetto alle persone e alle organizzazioni. Pluralismo e democrazia richiedono innanzitutto rispetto, e la Cgil farà di tutto perché non venga meno, ma vorremmo suggerirvi che se la Cgil, in assenza di scelte unitarie, prende una decisione così seria come lo sciopero generale, lo fa perché guarda al Paese, ai lavoratori, ai pensionati.
Non siamo abituati a guardare dal buco della serratura in casa di altri, ci aspettiamo lo stesso rispetto.
Scusandoci per la schematicità, vorremmo ribadire che lo scopo di questa riflessione e di queste domande è l’incrollabile volontà di costruire una proposta ed un’iniziativa comune.
Segreteria Cgil
sabato 20 agosto 2011
La Camusso, e quella pistola carica per B.
Giorni fa, mentre ero ai giochi nel parco di piazza Vittorio con mio figlio, avevo ricevuto la telefonata di una signora iraconda: “Sono Susanna Camusso!“. Avevo appena fatto in tempo a rispondere “Buongiorno”, che lei mi aveva investito come un fiume in piena: “Quand’é che lei la finisce di scrivere falsità su di me?”.
Avevo in realtà scritto due articoli sul cosiddetto “accordo del 28 giugno” che, per uscire dalle solite fumisterie del sindacalese, e per renderne più comprensibile il senso, ho ribattezzato “porcellum sindacale“. Aveva ragione ad arrabbiarsi con me, la Camusso. In base a quel patto, infatti, in una fabbrica basta mettere insieme il cinquanta per cento dei delegati sindacali per non dover sottoporre.............
http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/19/la-camusso-e-quella-pistola-carica-per-b/152376/
ITALIA FUTURA, la ricetta Montezemolo
Terzo «pacchetto», le pensioni. Vanno abolite (con un pizzico di gradualità, attraverso un sistema di quote) le pensioni di anzianità, tranne che per i lavori usuranti. Equiparazione da subito, nel giro di dieci anni, dell’età pensionabile delle donne a quella degli uomini. Anticipare al 2016 l’innalzamento dell’età pensionabile a 67 anni. Parte dei risparmi devono essere usati per asili nido, per sostenere con «prestiti contributivi» le pensioni dei precari, e per finanziare l’assistenza alla disoccupazione. Sì, perché si propone di andare al «contratto unico» di lavoro: tutti assunti a tempo indeterminato, ma tutti licenziabili per ragioni economiche od organizzative. Chi perde il posto avrà un’indennità.
giovedì 18 agosto 2011
domenica 14 agosto 2011
Bene passiamo a goderci le NON Festività! Primo maggio mai più
Bene passiamo a goderci le NON Festività!
La parata militare per la festa della Repubblica in momenti di Austerity va ELIMINATA, non abbiamo bisogno di mostrare i muscoli. Che dire poi dell'abolizione dellla festa dei lavoratori?? Ottimo!! Un giorno in più a lavoro per contribuire alla crescita, ma possiamo allora ricordare il sacrificio di chi con la perdita della vita ha sancito la NECESSITA' di REGOLE. Altro che abbattimento totale della Legge 300. Sogno confessato di msr Sacconi & C.
I faraoni eressero le piramidi per il loro ricordo perpetuo, si ma con il lavoro degli schiavi. Sarà che Sacconi ha in pectore di fregiarsi del titolo "T rem Sette il grande" Re del gioco delle tre carte, faraone dell'italietta sconfitta!!
L'attacco determinato tra le pieghe di questa manovrina verso il lavoro dipendente altro non è che dare una mano agli amichetti che con il consenso dei soliti furbetti faccian fuori coloro che NON si assoggettano a logiche di profitto del padrone, ma hanno a cuore famiglia, lavoro ed onestà e non facilmente derogano a sacrificare la famiglia per logiche di innalzamento delle produzioni a livelli di stress anomalo.
La parata militare per la festa della Repubblica in momenti di Austerity va ELIMINATA, non abbiamo bisogno di mostrare i muscoli. Che dire poi dell'abolizione dellla festa dei lavoratori?? Ottimo!! Un giorno in più a lavoro per contribuire alla crescita, ma possiamo allora ricordare il sacrificio di chi con la perdita della vita ha sancito la NECESSITA' di REGOLE. Altro che abbattimento totale della Legge 300. Sogno confessato di msr Sacconi & C.
I faraoni eressero le piramidi per il loro ricordo perpetuo, si ma con il lavoro degli schiavi. Sarà che Sacconi ha in pectore di fregiarsi del titolo "T rem Sette il grande" Re del gioco delle tre carte, faraone dell'italietta sconfitta!!
L'attacco determinato tra le pieghe di questa manovrina verso il lavoro dipendente altro non è che dare una mano agli amichetti che con il consenso dei soliti furbetti faccian fuori coloro che NON si assoggettano a logiche di profitto del padrone, ma hanno a cuore famiglia, lavoro ed onestà e non facilmente derogano a sacrificare la famiglia per logiche di innalzamento delle produzioni a livelli di stress anomalo.
Mancano i soldi, ma le spese militari aumentano
Una manovra che gronda sangue. innanzitutto quello delle vittime delle guerre, non più tardi di quindici giorni fa il governo ha votato il rifinanziamento delle missioni miltari all'estero. La mia natura, la mia cosenza con cui faccio i conti tutti i giorni, ravvisa l'importanza di talune esportazionei di uomini e mezzi, se ciò serve a dare sereniytà ai popoli costretti da guerre più o meno celate dal Peace keeping. Ma mentree eroghiamo ulteriori centinaia di migliaia di euro in quella direzione, il governo con la manobìvrina di taglio poltroncine, maschera l'iniqua manovra che vedrà sparire di colpo tuta una serie di servizi dedicati ai più deboli. Si annuncia una sconparsa di servizi sanitari inferiori, aumento di rette per asili nido e scuole dell'infanzia, i tagli orizzontali diffusi sui comuni ciò produrranno. Bellissimo inoltre il colpo della BIENNALE tutta italiota. Lavori oltre QUARANTA ANNI della tua vita e sei già fortunato se appartieni a quella stringatissima classe ( il futuro ce li farà vedere sui libri di storia come una casta eliminata) che la pensione l'ha maturata, bellissimo il colpo di vedersi allontanato il TUO TFR i tuoi risparmi per la pensione, per uso e consumo al pagamento del debito pubblico che questa classe politica ha costruito mese per mese, dando al popolo la notizia di essere tutti benestanti in Italia. Sarà, ma i dubbi mi tormentano, ma com'è che non ce la si fa a raggiugere la fine del mese, ma com'è che il futuro pensionistico dei nostri giovani "oggi" nel 2051 sarà sotto la soglia di povertà, quella linea che già oggi li dipinge come poveri, ah già non saranno pensionati nel 2050, ma nel 2060 forse, così nel 2050 non avremo pensionati da meno molto meno di mille euro mese, li abbiamo rinviati al prossimo decennio. Come faranno a costituire con serenità e sufficente benessere la loro famiglia?? Altro piccolo mondo attacato virulentemente da questa manovra e sottaciuto dallo stato della chiesa cattolica, ma che mondo globalizzato. Si sulle vessazioni. A forza di credere che l'individuo forte debba primeggiare sulla società costituita, credo arriveremo a considerare superfluo persino il bambino venuto al mondo circobdato da odio, egoismo ed arroganza. Come chi gli insegnerà i principi del vivere civile? Chi darà lui la possibilità di conoscere cosa sia l'empatia, i diritti umani e quelli civili. Poca roba proprio poca. Intanto i tagli ai parlamentari, il taglio delle spese militari, non sono di questo paese.
giovedì 11 agosto 2011
noam-chomsky/
Un noto studioso di linguistica come Noam Chomsky ha stilato una lista di 10 regole, che vengono utilizzate per drogare le menti, ammaliandole, confondendo in loro ogni percezione, rimescolando realtà e fantasia, evidenza e costruzione illusoria. Ecco quali sono:
1-La strategia della distrazione
L‚Äôelemento primordiale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel deviare l‚Äôattenzione del pubblico dai problemi importanti e dei cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche, attraverso la tecnica del diluvio o inondazioni di continue distrazioni e di informazioni insignificanti. La strategia della distrazione è anche indispensabile per impedire al pubblico d‚Äôinteressarsi alle conoscenze essenziali, nell‚Äôarea della scienza, l‚Äôeconomia, la psicologia, la neurobiologia e la cibernetica. ‚ÄúMantenere l‚ÄôAttenzione del pubblico deviata dai veri problemi sociali, imprigionata da temi senza vera importanza. Mantenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza nessun tempo per pensare, di ritorno alla fattoria come gli altri animali (citato nel testo ‚ÄúArmi silenziose per guerre tranquille‚Äù).
2- Creare problemi e poi offrire le soluzioni
Questo metodo è anche chiamato ‚Äúproblema- reazione- soluzione‚Äù. Si crea un problema, una ‚Äúsituazione‚Äù prevista per causare una certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo che sia questo il mandante delle misure che si desiderano far accettare. Ad esempio: lasciare che si dilaghi o si intensifichi la violenza urbana, o organizzare attentati sanguinosi, con lo scopo che il pubblico sia chi richiede le leggi sulla sicurezza e le politiche a discapito della libertà. O anche: creare una crisi economica per far accettare come un male necessario la retrocessione dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi pubblici.
3- La strategia della gradualità
Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, a contagocce, per anni consecutivi. E‚Äô in questo modo che condizioni socioeconomiche radicalmente nuove (neoliberismo) furono imposte durante i decenni degli anni 80 e 90: Stato minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione in massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero state applicate in una sola volta.
4- La strategia del differire
Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come ‚Äúdolorosa e necessaria‚Äù, ottenendo l‚Äôaccettazione pubblica, nel momento, per un‚Äôapplicazione futura. E‚Äô più facile accettare un sacrificio futuro che un sacrificio immediato. Prima, perché lo sforzo non è quello impiegato immediatamente. Secondo, perché il pubblico, la massa, ha sempre la tendenza a sperare ingenuamente che ‚Äútutto andrà meglio domani‚Äù e che il sacrificio richiesto potrebbe essere evitato. Questo dà più tempo al pubblico per abituarsi all‚Äôidea del cambiamento e di accettarlo rassegnato quando arriva il momento.
5- Rivolgersi al pubblico come ai bambini
La maggior parte della pubblicità diretta al gran pubblico, usa discorsi, argomenti, personaggi e una intonazione particolarmente infantile, molte volte vicino alla debolezza, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente mentale. Quando più si cerca di ingannare lo spettatore più si tende ad usare un tono infantile. Perché? ‚ÄúSe qualcuno si rivolge ad una persona come se avesse 12 anni o meno, allora, in base alla suggestionabilità, lei tenderà, con certa probabilità, ad una risposta o reazione anche sprovvista di senso critico come quella di una persona di 12 anni o meno (vedere ‚ÄúArmi silenziosi per guerre tranquille‚Äù).
6- Usare l‚Äôaspetto emotivo molto più della riflessione
Sfruttate l’emozione è una tecnica classica per provocare un corto circuito su un’analisi razionale e, infine, il senso critico dell’individuo. Inoltre, l’uso del registro emotivo permette aprire la porta d‚Äôaccesso all‚Äôinconscio per impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori, compulsioni, o indurre comportamenti‚Ķ.
7- Mantenere il pubblico nell‚Äôignoranza e nella mediocrità
Far si che il pubblico sia incapace di comprendere le tecnologie ed i metodi usati per il suo controllo e la sua schiavitù. ‚ÄúLa qualità dell‚Äôeducazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile, in modo che la distanza dell‚Äôignoranza che pianifica tra le classi inferiori e le classi superiori sia e rimanga impossibile da colmare dalle classi inferiori”.
8- Stimolare il pubblico ad essere compiacente con la mediocrità
Spingere il pubblico a ritenere che è di moda essere stupidi, volgari e ignoranti…
9- Rafforzare l’auto-colpevolezza
Far credere all‚Äôindividuo che è soltanto lui il colpevole della sua disgrazia, per causa della sua insufficiente intelligenza, delle sue capacità o dei suoi sforzi. Così, invece di ribellarsi contro il sistema economico, l‚Äôindividuo si auto svaluta e s‚Äôincolpa, cosa che crea a sua volta uno stato depressivo, uno dei cui effetti è l‚Äôinibizione della sua azione. E senza azione non c‚Äôè rivoluzione!
10- Conoscere gli individui meglio di quanto loro stessi si conoscano
Negli ultimi 50 anni, i rapidi progressi della scienza hanno generato un divario crescente tra le conoscenze del pubblico e quelle possedute e utilizzate dalle élites dominanti. Grazie alla biologia, la neurobiologia, e la psicologia applicata, il ‚Äúsistema‚Äù ha goduto di una conoscenza avanzata dell‚Äôessere umano, sia nella sua forma fisica che psichica. Il sistema è riuscito a conoscere meglio l‚Äôindividuo comune di quanto egli stesso si conosca. Questo significa che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un controllo maggiore ed un gran potere sugli individui, maggiore di quello che lo stesso individuo esercita su sé stesso.
1-La strategia della distrazione
L‚Äôelemento primordiale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel deviare l‚Äôattenzione del pubblico dai problemi importanti e dei cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche, attraverso la tecnica del diluvio o inondazioni di continue distrazioni e di informazioni insignificanti. La strategia della distrazione è anche indispensabile per impedire al pubblico d‚Äôinteressarsi alle conoscenze essenziali, nell‚Äôarea della scienza, l‚Äôeconomia, la psicologia, la neurobiologia e la cibernetica. ‚ÄúMantenere l‚ÄôAttenzione del pubblico deviata dai veri problemi sociali, imprigionata da temi senza vera importanza. Mantenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza nessun tempo per pensare, di ritorno alla fattoria come gli altri animali (citato nel testo ‚ÄúArmi silenziose per guerre tranquille‚Äù).
2- Creare problemi e poi offrire le soluzioni
Questo metodo è anche chiamato ‚Äúproblema- reazione- soluzione‚Äù. Si crea un problema, una ‚Äúsituazione‚Äù prevista per causare una certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo che sia questo il mandante delle misure che si desiderano far accettare. Ad esempio: lasciare che si dilaghi o si intensifichi la violenza urbana, o organizzare attentati sanguinosi, con lo scopo che il pubblico sia chi richiede le leggi sulla sicurezza e le politiche a discapito della libertà. O anche: creare una crisi economica per far accettare come un male necessario la retrocessione dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi pubblici.
3- La strategia della gradualità
Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, a contagocce, per anni consecutivi. E‚Äô in questo modo che condizioni socioeconomiche radicalmente nuove (neoliberismo) furono imposte durante i decenni degli anni 80 e 90: Stato minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione in massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero state applicate in una sola volta.
4- La strategia del differire
Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come ‚Äúdolorosa e necessaria‚Äù, ottenendo l‚Äôaccettazione pubblica, nel momento, per un‚Äôapplicazione futura. E‚Äô più facile accettare un sacrificio futuro che un sacrificio immediato. Prima, perché lo sforzo non è quello impiegato immediatamente. Secondo, perché il pubblico, la massa, ha sempre la tendenza a sperare ingenuamente che ‚Äútutto andrà meglio domani‚Äù e che il sacrificio richiesto potrebbe essere evitato. Questo dà più tempo al pubblico per abituarsi all‚Äôidea del cambiamento e di accettarlo rassegnato quando arriva il momento.
5- Rivolgersi al pubblico come ai bambini
La maggior parte della pubblicità diretta al gran pubblico, usa discorsi, argomenti, personaggi e una intonazione particolarmente infantile, molte volte vicino alla debolezza, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente mentale. Quando più si cerca di ingannare lo spettatore più si tende ad usare un tono infantile. Perché? ‚ÄúSe qualcuno si rivolge ad una persona come se avesse 12 anni o meno, allora, in base alla suggestionabilità, lei tenderà, con certa probabilità, ad una risposta o reazione anche sprovvista di senso critico come quella di una persona di 12 anni o meno (vedere ‚ÄúArmi silenziosi per guerre tranquille‚Äù).
6- Usare l‚Äôaspetto emotivo molto più della riflessione
Sfruttate l’emozione è una tecnica classica per provocare un corto circuito su un’analisi razionale e, infine, il senso critico dell’individuo. Inoltre, l’uso del registro emotivo permette aprire la porta d‚Äôaccesso all‚Äôinconscio per impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori, compulsioni, o indurre comportamenti‚Ķ.
7- Mantenere il pubblico nell‚Äôignoranza e nella mediocrità
Far si che il pubblico sia incapace di comprendere le tecnologie ed i metodi usati per il suo controllo e la sua schiavitù. ‚ÄúLa qualità dell‚Äôeducazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile, in modo che la distanza dell‚Äôignoranza che pianifica tra le classi inferiori e le classi superiori sia e rimanga impossibile da colmare dalle classi inferiori”.
8- Stimolare il pubblico ad essere compiacente con la mediocrità
Spingere il pubblico a ritenere che è di moda essere stupidi, volgari e ignoranti…
9- Rafforzare l’auto-colpevolezza
Far credere all‚Äôindividuo che è soltanto lui il colpevole della sua disgrazia, per causa della sua insufficiente intelligenza, delle sue capacità o dei suoi sforzi. Così, invece di ribellarsi contro il sistema economico, l‚Äôindividuo si auto svaluta e s‚Äôincolpa, cosa che crea a sua volta uno stato depressivo, uno dei cui effetti è l‚Äôinibizione della sua azione. E senza azione non c‚Äôè rivoluzione!
10- Conoscere gli individui meglio di quanto loro stessi si conoscano
Negli ultimi 50 anni, i rapidi progressi della scienza hanno generato un divario crescente tra le conoscenze del pubblico e quelle possedute e utilizzate dalle élites dominanti. Grazie alla biologia, la neurobiologia, e la psicologia applicata, il ‚Äúsistema‚Äù ha goduto di una conoscenza avanzata dell‚Äôessere umano, sia nella sua forma fisica che psichica. Il sistema è riuscito a conoscere meglio l‚Äôindividuo comune di quanto egli stesso si conosca. Questo significa che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un controllo maggiore ed un gran potere sugli individui, maggiore di quello che lo stesso individuo esercita su sé stesso.
domenica 31 luglio 2011
Arenaways al capolinea "I libri in Tribunale"
Tre soci lasciano,
l'azienda verso il fallimento
ALESSANDRO MONDO La Stampa
torino
Questa, almeno per ora, non è una storia a lieto fine. È la storia, rovesciata, di Golia che prevale o sembra prevalere sul piccolo Davide. La cautela è d’obbligo, visto che «Arenaways», prima compagnia ferroviaria italiana a entrare in rotta di collisione con le logiche e gli interessi di un mercato liberalizzato solo sulla carta, ha dimostrato più volte la sua capacità di resistere anche se confinata in un angolo del ring.........................
Iscriviti a:
Post (Atom)